Ho pensato di creare con il mio Blog uno spazio in cui raccogliere riflessioni e pensieri che nascono dal mio lavoro di Psicologa, dalle mie letture, dalle domande che mi accompagnano e, più in generale, da tutto ciò che parla dell’essere umano.

Non aspettatevi pubblicazioni regolari né soltanto temi legati alla pratica psicologica: questo è un luogo senza fretta, dove fatti di attualità, libri e fenomeni sociali possono diventare occasioni per fermarsi un attimo a pensare.

VOCI NEURODIVERGENTI: IL DIRITTO DI RACCONTARSI

 






Negli ultimi anni, si è fatto sempre più spazio un cambiamento importante nel modo in cui parliamo di neurodivergenza: non più solo descritta su chi la vive, ma raccontata da chi la vive.

Sui social e sul web la self advocacy di persone neurodivergenti è ormai molto diffusa. 

Questa trasformazione ha un valore enorme: ascoltare direttamente le esperienze delle persone neurodivergenti ci permette di superare pregiudizi, linguaggi patologizzanti e vecchi modelli interpretativi.

DALLE DIAGNOSI AI VISSUTI

Molti adulti neurodivergenti stanno oggi riscoprendo la loro identità attraverso la narrazione di sé, spesso dopo anni di sentirsi “sbagliati”, “fuori posto” o inadeguati.

Molti raccontano che il sollievo non è arrivato con la diagnosi o con l’etichetta, ma con la comprensione

Sapere di essere neurodivergenti ha dato senso a vissuti confusi, ha permesso di abbandonare l’autocolpevolizzazione e iniziare un percorso di autodeterminazione.

La neurodivergenza non è vissuta da tutti come una condizione da “curare” o da “compensare”, ma piuttosto come una parte profonda dell’identità.

E’ importante lasciare spazio alle persone neurodivergenti per definire sé stesse, senza ridurle a classificazioni cliniche, ascoltando decostruendo e ri-costruendo insieme a loro

Questo significa ad esempio:

  • valorizzare un linguaggio identitario (“sono autistico”, “sono ADHD”)
  • evitare patologizzazioni automatiche
  • costruire relazioni terapeutiche in cui l’esperienza neurodivergente sia accolta con rispetto
  • sostenere l’autonomia e la voce  delle persone neurodivergenti, non solo la loro “adattabilità”
  • riconoscere le discriminazioni che molte persone subiscono e le continue pressioni verso il conformarsi, l'adattarsi

Non si tratta di "normalizzare" ma di accompagnare le persone a conoscersi e a coltivare il diritto di essere sé stesse, trovando strategie, stabilendo confini e imparando a bilanciare il proprio essere neuro divergenti in un mondo neurotipico.

Concludo la mia riflessione con alcune citazioni di persone neurodivergenti:

"Il problema non è che sono autistica. Il problema è che non c’è spazio per essere me nel mondo così com’è."
Lydia X. Z. Brown, avvocatə e attivistə autistica non binaria
(Fonte: Autistic Hoya, blog personale)

"Essere neurodivergente non è solo una questione clinica. È una questione di identità, di cultura, di sopravvivenza in un mondo che non è stato costruito per noi."
Dr. Nick Walker, autistico, autore del saggio Neuroqueer Heresies

"Non sono disfunzionale. Funziono perfettamente per un sistema che non è il vostro."
Devon Price, autistico, psicologə sociale e autore di Unmasking Autism (2022)

"Adattarsi non è solo stancante. È doloroso. È dimenticare chi sei per sopravvivere."
Jorn Bettin, autistico, ricercatore e scrittore sulla neurodiversità

"La neurodiversità non chiede tolleranza. Chiede giustizia."
Ari Ne’eman, co-fondatore dell’Autistic Self Advocacy Network (ASAN)


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Laura Cocito - PSICOLOGA  
Mindfulness Professional Trainer&Clinical Therapist 
ACT Therapist® 
Iscrizione Albo A Piemonte n.10414