FATO, DESTINO, FORTUNA E LIBERO ARBITRIO

 

Quattro parole antiche per imparare a raccontarci meglio la vita

Ci sono parole che non servono solo a spiegare il mondo, ma a immaginarlo.

Fato, destino, fortuna e libero arbitrio nascono così: come immagini potenti, prima ancora che come concetti. Raccontano, ognuna a modo suo, il rapporto fra l’essere umano e ciò che gli accade.

Fato – quando qualcosa accade e basta

Fato deriva dal latino fatum: “ciò che è stato detto”. 

Nell’antichità, la parola detta aveva un peso enorme. Una volta pronunciata, non tornava indietro. 

Il fato è questo: una frase irrevocabile scritta nell’aria del mondo.

Prima ancora dei Romani, i Greci parlavano di una necessità più antica degli dèi stessi: una forza muta, che non spiega e non consola.

Il fato lo riconosci quando succede qualcosa che non puoi cambiare.
Una diagnosi. Una separazione. Una perdita.

Non c’è un perché che consola, non c’è una scelta da fare. C’è solo un “è successo”.

In questi momenti, il fato non chiede azione.
Chiede presenza.
Restare. Respirare. Non aggiungere colpa al dolore.
Accettare che alcune parti della vita non si governano, ma si attraversano.

Destino – il filo che ci è toccato in sorte

La parola destino viene da destinare, “stabilire”. Ma la sua immagine più viva nasce nel mondo greco, con le Moire.

Erano tre sorelle:

  • Cloto filava il filo della vita
  • Lachesi ne misurava la lunghezza
  • Atropo lo recideva

Ogni vita aveva il suo filo, diverso da tutti gli altri, intrecciato in una trama più grande.

Il destino è ciò che ti accompagna da sempre: la famiglia in cui sei nato, il tuo corpo, il tuo temperamento, alcune ferite, alcuni talenti.

Non lo scegli, ma ci vivi dentro.
E arriva un momento, per tutti, in cui la domanda non è più “perché mi è toccato questo?” ma “che cosa posso fare con questo filo?”

Fortuna – ciò che gira senza avvisare

Fortuna nasce dal latino fors, il caso. 

È la dea romana bendata, spesso raffigurata su una ruota, pronta a sollevare o a far cadere. 

I Greci la chiamavano Tyche, con una cornucopia fra le braccia: doni abbondanti, ma imprevedibili.

Gira, si inclina, cambia verso. A volte solleva, a volte lascia cadere.

La fortuna è quell’incontro al momento giusto.
O quell’evento che scompagina tutto senza chiedere permesso.
È ciò che ci ricorda che non tutto dipende dal merito, dall’impegno, dalla volontà.

Riconoscere la fortuna – buona o cattiva – rende più umani.
Meno duri con noi stessi.
Meno giudicanti verso gli altri.

Ma la vita non può essere solo fortuna.
Perché se tutto è caso, allora nulla ci appartiene davvero.

Libero arbitrio – scegliere come stare nella propria vita

“Arbitrio” viene da arbiter: giudice. È la capacità di valutare e decidere.
Già Aristotele parlava di azioni volontarie, ma è con il pensiero cristiano che il libero arbitrio diventa centrale: l’essere umano non è solo dentro una storia, risponde di come la vive.
Significa decidere come rispondere a ciò che accade.

Che tipo di persona voglio essere in questa storia?
Che valori voglio incarnare, anche quando il finale non è chiaro?

Il libero arbitrio non cancella il dolore o l'ansia.
Ma impedisce loro di diventare l’unica voce della narrazione.

Portare con sé qualcosa

Forse, leggendo, ti sei riconosciuto/a più in un concetto che in altri.
Forse oggi la tua vita assomiglia al fato.
O forse stai cercando di capire che forma dare al tuo destino.
Forse stai facendo i conti con la fortuna, o senti il bisogno di scegliere di nuovo una direzione.

Non serve scegliere una parola e scartare le altre.
La vita le contiene tutte.

E forse crescere significa proprio questo:
accettare ciò che non dipende da noi,
onorare il filo che ci è stato dato,
riconoscere il caso quando interviene,
e continuare, ogni giorno, a scegliere come abitare la nostra storia.

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Laura Cocito - PSICOLOGA  

Mindfulness Professional Trainer&Clinical Therapist 

ACT Therapist® 

Iscrizione Albo A Piemonte n.10414

WWW.COCITOLAURAPSICOLOGA.IT